Andare in giro per Palermo, immortalando luci e ombre guidati dall’energia della città ed accompagnati, lungo il cammino, dalla macchina fotografica , è una delle cose più appassionanti e piacevoli da fare quando si ha un pò di tempo libero. Oggi è stata la volta della Chiesa di San Cataldo (da molti identificata come La Martorana, che invece si trova accanto, Chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio), è la famosa Chiesetta utilizzata molto frequentemente come testimonial dell’immagine monumentale di Palermo, caratterizzata da 3 graziose cupolette rosse. Un luogo intimo, essenziale e suggestivo, ben lontano da fronzoli e orpelli.
La Chiesa fu edificata poco dopo il 1154, al tempo di Guglielmo I, dall’ ammiraglio Maione di Bari quale cappella di un sontuoso palazzo oggi scomparso. Passò quindi in proprietà del successivo regio ammiraglio Silvestro di Marsico che nel 1161 vi seppellì la figlia Matilde, come risulta da una lapide all’interno. Il Re Guglielmo II donò poi la cappella e il palazzo ai Benedettini di Monreale che vi rimasero fino a quando tutto l’edificio fu trasformato in ufficio postale. Giuseppe Patricolo in seguito, si occupò del restauro completo, che restituì alla chiesa, la sua rigorosa struttura architettonica originaria. La costruzione è un blocco parallelepipedo dal quale emerge solamente l’abside principale. Le pareti sono variate in superficie dal motivo delle arcate cieche. L’ interno ha pianta rettangolare con tre campate nella navata principale coperte da cupolette emisferiche. La pavimentazione a tarsie marmoree e lastre di porfido e serpentino, per quanto integrata da restauri, conserva ancora sostanzialmente la sua preziosa conformazione originaria.
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| Interno della Chiesa |
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| Altare con Crocifisso ligneo |
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