mercoledì 4 dicembre 2013

Palermo pessima ed eccellente, secondo le classifiche

Negli ultimi giorni si sono succedute una serie di classifiche, che vedono protagonista il capoluogo siciliano. La prima, in ordine di tempo è la classifica annuale stilata dal Sole24ore, e riguarda la qualità della vita delle città italiane: Palermo si piazza penultima, ovvero al 106° posto su 107 città esaminate. Il giudizio comprende la valutazione di 36 parametri raggruppati in sei macro-aree: tenore di vita, affari e lavoro, servizi ambiente e salute, popolazione, ordine pubblico e tempo libero, fino alla compilazione di una classifica generale. Le altre province siciliane non se la passano meglio, e lottano per il titolo di ' meno peggio' : in fondo alla classifica infatti, anche Catania, Caltanissetta, Trapani e Agrigento. La provincia migliore tra le siciliane e' quella di Ragusa che e' all' 84simo posto. 

L'altra classifica, stavolta positiva, è quella di TripAdvisor, il sito di viaggi più grande al mondo, che vede Palermo al 7° posto. TripAdvisor infatti, ha annunciato i risultati del “Travelers Choice Awards 2013″, le classifiche dei viaggi migliori al mondo secondo le opinioni positive da parte dei viaggiatori. Le classifiche sono suddivise per “mondo”, “Europa” e gli stati, e la Sicilia conquista due prestigiose posizioni: miglior spiaggia d’Europa, con l’Isola dei Conigli di Lampedusa, e Palermo, che si colloca al settimo posto nelle destinazioni in crescita. “Ci congratuliamo con Palermo e la Sicilia che, in queste classifiche, rappresentano l’Italia nel mondo” ha dichiarato Valentina Quattro, portavoce di TripAdvisor per l’Italia. Palermo dunque, viene continuamente classificata in maniera contraddittoria, evidenziando i suoi lati positivi e quelli negativi: pessima qualità della vita, ma considerata una destinazione unica grazie al mix vincente di cultura, cibo, mare e bellezze artistiche.

Visitando Palermo: la Chiesa di San Cataldo


 Andare in giro per Palermo, immortalando luci e ombre guidati dall’energia della città ed accompagnati, lungo il cammino, dalla macchina fotografica , è una delle cose più appassionanti e piacevoli da fare quando si ha un pò di tempo libero. Oggi è stata la volta della Chiesa di San Cataldo (da molti identificata come La Martorana, che invece si trova accanto, Chiesa di  Santa Maria dell’Ammiraglio), è la famosa Chiesetta utilizzata molto frequentemente come testimonial dell’immagine monumentale di Palermo, caratterizzata da 3 graziose cupolette rosse. Un luogo intimo, essenziale e suggestivo, ben lontano da fronzoli  e orpelli.


La Chiesa fu edificata poco dopo il 1154, al tempo di Guglielmo I, dall’ ammiraglio Maione di Bari quale cappella di un sontuoso palazzo oggi scomparso. Passò quindi in proprietà del successivo regio ammiraglio Silvestro di Marsico che nel 1161 vi seppellì la figlia Matilde, come risulta da una lapide all’interno. Il Re Guglielmo II donò poi la cappella e il palazzo ai  Benedettini di  Monreale che vi rimasero fino a quando tutto l’edificio fu trasformato in ufficio postale. Giuseppe Patricolo in seguito, si occupò del restauro completo, che restituì alla chiesa, la sua rigorosa struttura architettonica originaria. La costruzione è un blocco parallelepipedo dal quale emerge solamente l’abside principale. Le pareti sono variate in superficie dal motivo delle arcate cieche. L’ interno ha pianta rettangolare con tre campate nella navata principale coperte da cupolette emisferiche. La pavimentazione a tarsie marmoree e lastre di porfido e serpentino, per quanto integrata da restauri, conserva ancora sostanzialmente la sua preziosa conformazione originaria.

Interno della Chiesa
Altare con Crocifisso ligneo

Pavimentazione

Palermo capitale italiana dello street food: quinta al mondo

VirtualTourist, la community di viaggi fondata negli Stati Uniti a metà anni Novanta, ha stilato una classifica a livello mondiale sui migliori cibi da strada. L’indagine, pubblicata dalla prestigiosa rivista Forbes, classifica con grande sorpresa Palermo  QUINTA AL MONDO,  e prima città europea della graduatoria:
  1. Bangkok (Thailandia)
  2. Singapore
  3. Penang (Malesia)
  4. Marrakech (Marocco)
  5. PALERMO
  6. Ho Chi Minh (Vietnam)
  7. Istanbul (Turchia)
  8. Città del Messico (Messico)
  9. Bruxelles (Belgio)
  10. Ambergris Caye (Belize)
Sul podio Bangkok, Singapore e Penang, segue Marrakech e al quinto posto ecco Palermo. In tutta la Sicilia, infatti, ma soprattutto a Palermo la cucina di strada è parte integrante del patrimonio culturale, una tradizione antica e inestimabile. Insieme alla cucina dei Monsù, di origine francese destinata all’aristocrazia palermitana, e alla cucina casalinga, più povera, la cucina di strada completa il panorama dell’alimentazione storica a Palermo. Camminando per le strade di Palermo infatti, spesso l’aroma della cucina è presente, e a volte anche ,piacevolmente, invadente. La cucina di strada a Palermo anticamente veniva gestita dai “buffittieri”, dal francese bouffet ( tavolo, bancone) i quali vendevano per strada alimenti serviti su un ripiano, spesso improvvisato. I buffittieri ci sono ancora oggi: stigghiulari, quarumari, meusari e purpari; ed è possibile trovarli facilmente soprattutto all’interno dei mercati palermitani ( Ballarò, la Vucciria, il Capo).
Un’iniziativa da segnalare è lo Streat Palermo Tour, una visita che si svolge interamente a piedi attraverso le piazze storiche ed i mercati popolari del centro cittadino. L’itinerario prevede alcune soste presso rosticcerie, pasticcerie, venditori ambulanti e taverne per assaporare il delizioso cibo di strada palermitano e degustare una selezione di vini dolci siciliani. Termina con il pranzo vastaso (pranzo in taverna palermitana). Il tour di Streat Palermo è stato ideato per offrire al turista la possibilità di vivere un’esperienza palermitana al 100%.
  Per maggiori informazioni visitate  www.streatpalermo.it